Sopra: Isola Bisentina. Gabbiano reale con carcassa di Garzetta.

Foto di Edo Parri  22 06 20

 

Sotto: Isola Bisentina. Gabbiano reale sulla testa della statua del leone

Foto di Alina Briciu

 

Sotto:

Gabbiano reale. Isola Bisentina. 2022

Pulcini

Foto di Edo Parri

 

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Gabbiano reale giovane sulle rive del lago di Bolsena- Spiaggia tra Montefiascone e Marta- MariaLaura Brax

 

Avvistamenti e nidificazione sul lago di Bolsena e nel Lazio

Questo straordinario gigante, da sempre associato al mare, è presente nel nostro lago; nidifica, ( forse anche il Gabbianello-ma non recensito), sulle scogliere dell’isola Martana e Bisentina.

Il pomeriggio d’estate, le due specie di gabbiani, vanno a posarsi sulle acque del lago di Mezzano, dove si ritrovano e cominciano a conversare… Dopo un po’ ripartono per tornare verso il lago maggiore.

Chi non ha osservato lo spettacolo delle battaglie, sopra il cielo dell’isola Martana o Bisentina, tra i Gabbiani e le Taccole, dove entrambi le specie nidificano.

I Gabbiani reali al mattino arrivano sulla valle di Montefiascone, cominciano la salita a spirale, fino a superare il colle e partire alla ricerca di cibo ad est. Al tramonto si vedono tornare passando sopra il belvedere di via Bandita in planata verso il lago e l’isola, come grandi alianti. (P.B.)

 

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Gabbiano reale  Larus michahellis                                   Fonte: Nuovo atlante degli uccelli nidificanti nel Lazio

Note tassonomiche, corologia e fenologia  

Specie politipica a distribuzione mediterraneo-macaronesica, presente su un ampio areale che comprende la quasi totalità del Mediterraneo compreso parte del Mar Nero, coste atlantiche di Marocco, Spagna e Fran­cia. In tutto l’areale la specie è sedentaria anche se compie movimenti di tipo dispersivo, parte delle popolazioni, compresa quella delle Isole Ponziane, nella stagione post-riproduttiva migra a distanze molto variabili, solitamente in direzione nord raggiungendo zone europee molto settentrionali (Corbi et al., 2001; Baccetti, 2003b; Spina e Volponi, 2008a).

Distribuzione e consistenza nel Lazio  

Specie molto localizzata come nidificante. Per motivi trofici può compiere spostamenti giornalieri molto lunghi e quindi può essere segnalata in località anche molto lontane dalle colonie senza per questo nidificare. Per raggiungere la discarica di rifiuti urbani più vicina i gabbiani reali delle Isole Ponziane percorrono giornalmente più di 50 km (oss. pers.). Nel precedente Atlante la popolazione nidificante era stimata in 1.000-1.100 coppie (Boano et al., 1995), attualmente può essere stimata in circa 3.500-3.800 coppie. La maggior parte della popolazione (ca. 3.000 coppie) si riproduce nelle Isole Ponziane, segue la città di Roma con circa 400 coppie (Fraticelli e Varrone, 2006) e l’Isola Bisentina, nel Lago di Bolsena, con circa 50 coppie (E. Calvario, com. pers.). Nel Lazio la specie risulta ancora in una fase di espansione.

Preferenze ambientali nel Lazio  

La specie è legata ad ampie distese d’acqua, marina e dolce, sia per motivi di riposo notturno sia per la nidificazione. Le colonie normalmente sono poste in aree piuttosto inaccessibili ai predatori terrestri, spesso circondate da acque profonde, meglio se le zone sono protette (Baccetti, 2003b). Anche nel Lazio sembra trarre vantaggio dalla presenza di aree protette, vedi per esempio la nidificazione nell’Isola di Zannone (Corbi et al., 2005c), Laghi Pontini, Falesia di Monte Orlando, Te­ve­re­-Farfa.   Durante l’indagine è stata contattata per il 41% delle volte in “acque interne”, per il 26% in “zone urbaniz­zate” e per il 21% in “aree aperte con vegetazione scar­sa”, il restante 12% è rappresentata da altre categorie ambientali. Le preferenze ambientali probabilmente sono influenzate dalla elevata plasticità della specie nel ricercare e adattarsi alle risorse disponibili nel territorio. Le colonie laziali per la maggior parte sono situate in zone costiere marine e isole lacustri (Isole Ponziane, Falesia di Monte Orlando, Lago di Bolsena, Isola Bisentina), seguono le zone urbane (Roma) e in minor misura le zone umide (Laghi Pontini, TevereFarfa), perlopiù localizzate ad una quota inferiore ai 250 m s.l.m.

Status e conservazione  

La popolazione mediterranea fino agli anni ’80 era stata stimata in più di 220.000 coppie e con un trend in forte espansione (Brichetti e Fracasso, 2006), attualmente la popolazione è stimata in circa 300.000 coppie (Baccetti, 2003b).   Secondo stime recenti in Italia nidificano circa 30.000 coppie (il 30% della popolazione mediterranea) in un areale molto vario, è nidificante infatti sulla quasi totalità degli ambiti microinsulari italiani e in alcune località costiere e dell’interno (Baccetti, 2003b).     L’attuale distribuzione e consistenza nella nostra regione è in larga parte il risultato dell’aumento delle risorse trofiche di origine antropica, e confermano l’incremento e all’ampliamento dell’areale registrato anche su vasta scala. Fattori limitanti oltre al fatto di essere una specie soggetta a forte mortalità giovanile, sono l’ingestione di sostanze tossiche, la distruzione dell’habitat, l’urbanizzazione costiera, il disturbo turistico.

Si ipotizza che sia in grado di recare danni ad alcune attività produttive; localmente può causare problemi di conservazione, almeno dove è presente con alte concentrazioni, sia verso altre specie di uccelli sia in zone altamente urbanizzate dove desta preoccupazioni di carattere sanitario (Baccetti, 2003b; Bri­chet­ti e Fracasso, 2006).

  Ferdinando   Corbi

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Gabbiano reale      Larus michahellis                www.uccellidaproteggere.it

Ordine: Charadriiformes Famiglia: Laridae

Il Gabbiano reale è un uccello di dimensioni medio-grandi: raggiunge infatti una lunghezza di 55-65 centimetri, con un’apertura alare che può raggiungere i 150 centimetri, per 1,25 kg di peso. Maschio e femmina adulti presentano una livrea praticamente identica, con corpo e testa bianchi, dorso e ali grigio chiaro ed estremità delle ali nere con alcune macchie bianche. Attorno all’occhio è presente un sottile anello rosso, mentre il becco e le zampe sono gialle. I giovani mostrano una colorazione di base bianca, ma fittamente punteggiata di marrone. Solo dal quarto inverno la livrea va ad assumere l’aspetto definitivo dell’adulto. Da qualche tempo considerato specie a sé stante – in precedenza lo si riteneva conspecifico del L. argentatus e del L. cachinnans – il Gabbiano reale è presente con la sottospecie nominale L. m. michahellis in Italia, Portogallo, Francia atlantica, Mediterraneo e Mar Nero. La sottospecie L. m. atlantis frequenta le Azzorre, l’isola di Madeira e le Canarie, spingendosi probabilmente fino alle coste del Marocco e della Penisola Iberica. In Italia sedentaria e nidificante, le sue popolazioni più importanti abitano Sardegna, Sicilia, isole minori e coste dell’Alto Adriatico. Meno abbondante nel resto della Penisola, anche se dagli anni ’70 del secolo scorso ha iniziato a colonizzare i grandi laghi interni (Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d’Iseo, fino ai laghi di Bolsena, Alviano, Nazzano, ecc). Da qualche tempo lo si avvista con regolarità anche in grossi centri urbani quali Roma, Trieste, Genova e Livorno. Si nutre prevalentemente di pesce, ratti, animali morti e scarti dell’alimentazione umana. Da alcuni decenni i gabbiani reali hanno imparato a trovare cibo nelle discariche urbane, ma prelevano i rifiuti anche direttamente dai cassonetti dell’immondizia. Tra le sue prede vi sono anche altri uccelli, che catturano in volo – come storni e rondoni comuni – o prelevano dai nidi. Nidifica a terra su barene, isolotti e anche su manufatti, in particolare sui tetti in città, dove trova grandi quantità di cibo e assenza di predatori. Depone una o due uova, covate per 25-27 giorni, mentre i pulcini lasciano il nido dopo circa 40 giorni dalla schiusa: peculiare della specie è la macchia rossa presente nella parte bassa del becco, in prossimità della punta, che serve da riferimento ai pulcini per chiedere il cibo agli adulti durante lo svezzamento.

Prospettive

 La specie è sufficientemente studiata e buone sono le conoscenze su trend delle popolazioni, ecologia e biologia riproduttiva. Il forte interesse sviluppatosi attorno al Gabbiano reale è ben riflesso, peraltro, dal netto aumento nel numero di soggetti inanellati in Italia dagli inizi degli anni ’80 ai primi anni ’90. Allo stesso tempo, la maggioranza degli studi recenti su vari aspetti della biologia della specie è concentrata in ambito urbano. Ciò a seguito della sensibile espansione della specie in aree urbane e ai paralleli problemi connessi alla sua eccessiva concentrazione in città. Pur essendo ben conosciuta e relativamente abbondante, trattandosi di specie coloniale non è possibile formulare un Valore di Riferimento Favorevole (FRV). La specie mostra attualmente un buono stato di salute, tale da non richiedere particolari misure di conservazione. In ogni caso, poiché il territorio nazionale ospita circa un quinto della popolazione mondiale di Gabbiano reale, è opportuno vigilare attentamente sulle minacce che potrebbero influenzare negativamente l’andamento demografico delle principali colonie costiere, con particolare riferimento alle trasformazioni dell’habitat riproduttivo e agli effetti del disturbo arrecato alle colonie stesse da parte delle attività umane.

Minacce

Il disturbo arrecato da parte dei turisti che frequentano le principali aree di presenza della specie, nonché la predazione ai nidi da parte di mammiferi come cani randagi, volpi e ratti rappresentano le principali minacce per il Gabbiano reale. La specie è inoltre esposta alla contaminazione da metalli pesanti e idrocarburi clorurati, e si registra un’elevata mortalità degli individui dovuta a ingestione di sostanze tossiche. Potenzialmente impattante è anche la distruzione e la trasformazione degli habitat riproduttivi a causa dell’urbanizzazione delle coste. Ciononostante, negli ultimi anni, le popolazioni principali sono state interessate da una crescita demografica notevole e la specie non pare, ad oggi, essere esposta a particolari fattori di rischio. Da sottolineare peraltro come tale incremento sia ampiamente spiegabile con la maggiore disponibilità di risorse alimentari di origine antropica, senza contare che la colonizzazione di nuovi ambienti – in particolare quello urbano – ha permesso alla specie di riprodursi in condizioni con ridotta pressione predatoria, favorendone l’ulteriore espansione. Similmente a quanto accade per gli storni, questa progressiva colonizzazione delle città mette in campo notevoli problemi di “convivenza” con l’uomo, specialmente quando la specie è presente nelle aree urbane con concentrazioni tali da arrecare disturbo in termini di rumore, sporcizia, aggressività verso altre specie. Da quest’ultimo punto di vista, un’eccessiva presenza del Gabbiano reale può avere un forte impatto sugli ecosistemi e sulla biodiversità, a causa del disturbo e della predazione che esercita su altre specie ornitiche e sui loro nidi. Potenziali conflitti si registrano anche con le attività di pesca, a causa dell’abitudine di questa specie di frequentare, con una certa continuità, le aree d’acquacoltura disseminate nelle lagune e lungo le coste, prelevando pesci d’interesse commerciale. Il Gabbiano reale si riproduce in colonie monospecifiche o miste; meno comuni sono le coppie isolate. Il successo riproduttivo può essere minacciato dal disturbo antropico. Nell’isola di Capraia, soggetta a elevato impatto turistico, si registra un successo di schiusa di appena il 16,2%. La predazione da cani randagi è un’altra possibile causa di fallimento della riproduzione. Nelle Valli di Comacchio si è registrato un successo d’involo variabile tra 50-75%; nel resto d’Italia, i tassi d’involo variano tra gli 1,4 giovani per coppia della Campania (con punte di 1,9 a Salerno) agli 1,9 di Roma, dove il successo riproduttivo supera il 74%.

Stato di salute

Nel rapporto di BirdLife International del 2004 – ove viene assimilato al L. cachinnans – il Gabbiano reale risulta in incremento e viene quindi considerato specie sicura in tutta Europa. La popolazione nidificante nell’Unione europea è attualmente stimata in 310.000-580.000 coppie, pari a una frazione compresa tra il 50% e il 74% della popolazione globale della specie. La popolazione italiana è stimata in 40.000-50.000 coppie, in incremento nel periodo 1990-2000, pari al 9-13% della popolazione continentale complessiva secondo il citato rapporto BirdLife: se si considera tuttavia il Gabbiano reale come specie a sé stante, tale percentuale salirebbe al 18-23%, conferendo al nostro Paese un ruolo relativamente importante per la sua conservazione. Come nidificante, la specie in Italia mostra un trend particolarmente favorevole: la popolazione attuale, che secondo i dati più recenti potrebbe raggiungere anche le 60.000 coppie, è praticamente raddoppiata rispetto a 30 anni fa. In particolare, incrementi rilevanti sono stati registrati in Friuli-Venezia Giulia (dalle circa 1.000 coppie del 1984 alle 4.750 del 1999), e anche nella Laguna di Venezia si è assistito a un moderato incremento (3.000-4.000 coppie a inizio anni ’90, 4.500-5.000 nel 1998). Particolarmente rilevante infine l’incremento registrato nelle Valli di Comacchio, dalle 150 coppie del 1977 alle 1.850 del 2001. Abbondante e diffuso anche come svernante, il Gabbiano reale durante la stagione fredda si riunisce, già da gennaio, in colonie riproduttive che non di rado sfuggono ai censimenti in quanto interessano anche discariche e coltivi distanti dalle zone umide. I dati raccolti evidenziano un forte incremento della popolazione svernante, con valori raddoppiati nel quinquennio 1996-2000 (quasi 100.000 individui il massimo censito) rispetto agli anni 1991-1995 (45.965 individui). Il Gabbiano reale è incluso nell’Allegato II/2 della Direttiva Uccelli, cioè tra le specie che possono essere cacciate soltanto negli Stati membri per i quali esse sono menzionate: l’Italia non rientra tra questi Stati. La specie non è inserita nella Lista Rossa Nazionale. Risulta, inoltre, non cacciabile in Italia ai sensi della legislazione venatoria (157/92).

Semaforo

L’areale della specie si mostra in espansione, anche a seguito dell’occupazione di nuovi siti nell’entroterra e, soprattutto, in aree urbane. La consistenza della popolazione nazionale è in aumento e, complessivamente, è praticamente raddoppiata rispetto a 30 anni fa. Nelle aree costiere l’habitat di nidificazione è in parziale decremento, a causa dell’urbanizzazione, il che però fino ad oggi ha finito per favorirla ulteriormente in ragione dell’aumentata disponibilità di risorse alimentari.

Canto Il Gabbiano reale può emettere una grande varietà di schiamazzi e stridii, ognuno dei quali trasmette agli altri gabbiani un messaggio diverso. I pulcini emettono invece un pigolio molto acuto e facilmente riconoscibile.

 

È una specie gregaria durante tutto l’anno, compreso il periodo riproduttivo, quando si raggruppa in colonie riproduttive. Si osserva in stormi numerosi specialmente in inverno, anche nelle campagne e presso fonti di cibo come le discariche di rifiuti urbani. Il Gabbiano reale è un buon volatore, e sfrutta la sua abilità per depredare altre specie di uccelli, compresi i propri simili, costringendoli a cedergli il cibo: un comportamento definito come “cleptoparassitismo”. Nonostante non abbia le caratteristiche di un predatore, si nutre di uova e nidiacei di altri uccelli e riesce a catturare anche i colombi di città. A questo proposito, non è raro avvistarlo anche nei centri urbani, ove può trovare cibo in abbondanza, in particolare presso depositi di rifiuti e discariche…

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